In giro tra faggete e radure, un anello da Forca d'Acero

Tra le cose da vedere, o meglio da vivere,  al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise c'è sicuramente quel paesaggio unico creato dall'alternanza di imponenti faggete e fascinose radure. Per farsene un'idea con una camminata di due ore o poco più, senza eccessivi dislivelli ma di sicura soddisfazione, si può scegliere un percorso ad anello con partenza e ritorno a Forca d'Acero, il valico stradale a quota 1.530 metri che separa il Lazio dall'Abruzzo (km 9,5 circa della Strada regionale 509). La stessa strada asfaltata che sale lungo il versante abruzzese (dal bivio nei pressi di Opi al km 49,5 circa della Strada statale 83) permette già di ammirare una splendida faggeta, in un ambiente che verso il valico appare tenebroso e suggestivo per poi aprirsi una volta superato il confine regionale.

Scendendo da Forca d'Acero all'inizio del C5
Scendendo da Forca d'Acero all'inizio del D5

Lasciata l'auto, la passeggiata ha inizio subito dopo il bar ristorante, il cui ingresso si trova proprio accanto al cartello del confine (illeggibile a causa dei numerosissimi adesivi): si lascia la strada per un sentierino che scende sulla sinistra, in corrispondenza  della segnaletica del Parco (P1): abbandonata quasi subito la mulattiera che scende parallela alla valle si devia ancora in discesa sulla sinistra, fino a raggiungere una bella radura, dalla quale si sentono ancora i rumori della strada. Si percorrono solo pochi passi nel prato, prima di incontrare il bivio con il sentiero D5: tornando leggermente indietro rispetto al punto esatto della biforcazione (o tagliando qualche metro prima di raggiungerla) si piega sulla destra in leggera salita, prima tra gli alberi poi allo scoperto a mezza costa, fino a rientrare in modo più deciso nel bosco. Continuando a salire si raggiunge una piccola sommità (quota 1.548 metri), da dove il sentiero, un po' sassoso, inizia a scendere nella faggeta.

Nella faggeta verso Campolungo
Nella faggeta verso Campolungo

Abbastanza rapidamente si toccano una serie di piccole radure in successione, fino a quando lo scenario diventa più largo in direzione del bellissimo Campolungo. Serve un minimo di attenzione per seguire il sentiero (comunque segnato piuttosto bene) che si tiene sulla sinistra in leggerissima salita fino a raggiungere la parte finale di una carrareccia; percorrendola a ritroso si attraversa il pianoro fino al margine del bosco. Dalla partenza è trascorsa circa un'ora. Qui d'estate è molto facile trovare abbondantissime fragole: è consigliabile - dopo averne assaggiata qualcuna - non farne strage.  Il sentiero prosegue in discesa: ad un gomito occorre proseguire verso destra tralasciando la stradina che porta in direzione opposta ad una radura laterale. Si continua a scendere entrando e uscendo dal bosco fino a raggiungere, perdendo quota, l'incrocio con il sentiero C1 in corrispondenza di un segnavia.

L'incrocio tra i sentieri D5 e C1,
L'incrocio tra i sentieri D5 e C1,

Il C1 proviene da Pescasseroli: si prende in direzione opposta percorrendo in salita una strada sterrata abbastanza larga che poco dopo descrive un ampio gomito verso sinistra (in caso di necessità è possibile evitarlo con un breve taglio) e poi risale fino a sbucare nell'ampio pianoro di Macchiarvana, paradiso invernale per lo sci di fondo. Il percorso continua sulla strada per lo più al margine del bosco avvicinandosi alla parte opposta del pianoro, dove si trovano le baracchette usate come base per lo sci di fondo. Da lì la sterrata condurrebbe al km 8 della SR 509, con necessità quindi di percorrere  circa 1,5 km di strada asfaltata; senza raggiungere le baracchette, prima dell'ultima curva, è possibile invece risalire decisamente nel bosco, sulla destra (mancano segnalazioni) incontrando poco dopo il sentiero P2 che riporta a Forca d'Acero in corrispondenza della tabella del Parco, subito prima del bar ristorante. L'anello completo richiede al massimo due ore e mezza.

Prato fiorito ormai quasi in vista di Macchiarvana
Prato fiorito ormai quasi in vista di Macchiarvana



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