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La cerva di notte nelle vie del paese

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Non è insolito che gli animali selvaggi si spingano nei centri abitati attirati dal potenziale nutrimento rappresentato dall'immondizia. E in molti casi questo è un problema. Ma a Civitella Alfedena, nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, può succedere di essere svegliati di notte da una cerva che cerca cibo direttamente nei contenitori della raccolta differenziata, lasciati davanti alle porte delle case, e per fare questo percorre tranquillamente uno stretto vicolo lastricato in pietra. Lo spuntino notturno della cerva Davanti ad una scena di questo tipo, si possono avere reazioni contrastanti. In generale, sarebbe meglio per tutti gli animali, cervi ma anche orsi o lupi, riuscire a trovare da mangiare a sufficienza nel proprio habitat naturale. E questo è senz'altro preferibile anche per gli abitanti dei paesi. Da un altro punto di vista, potrebbe far piacere pensare che creature del genere non hanno paura ad aggirarsi tra le case degli esseri umani, com

Intorno al lago di Barrea, tra acqua e montagne

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 Il lago di Barrea è oggi un pezzo importante del panorama del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e quasi un passaggio obbligato per molti che lo attraversano. Ma come molti laghi della zona, nasce da esigenze sulla carta ben diverse da quelle naturalistiche (o forse addirittura in contrasto con esse), essendo stato creato nel 1951 con lo sbarramento del fiume Sangro, come fonte di energia idroelettrica. Una realizzazione che divenne possibile nel clima del dopoguerra dopo essere stata avversata con successo in epoca fascista, proprio in nome della conservazione del paesaggio oltre che degli interessi della popolazione. Per chi non ricorda la vallata come era prima, con i campi coltivati ora sommersi, il lago con la sua forma allungata sembra inserirsi piuttosto bene nello scenario circostante: da una parte Villetta Barrea e (in alto) Civitella Alfedena, dall'altra Barrea; sullo sfondo nelle varie angolature, più o meno distanti, le montagne: il Rocca Chiarano, il Petro

Dal primo agosto torna il numero chiuso controllato al Pnalm

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Da oggi primo agosto torna al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise il "numero chiuso controllato". Vuol dire che, per tutelare la fauna ed in particolare il camoscio appenninico e l'orso bruno marsicano, l'accesso ad alcuni tra i sentieri più belli e conosciuti del Parco sarà possibile solo con escursioni organizzate, in giorni prestabiliti e con determinate modalità. L'avviso è stato pubblicato sul sito ufficiale del Pnalm .  La limitazione della circolazione in alcune aree è un provvedimento ormai adottato da molti anni, con l'obiettivo di evitare che l'abbondante affluenza di turisti e visitatori interferisca con la vita degli animali Le aree interessate alle misure di tutela sono essenzialmente quattro. La prima è la val di Rose da Civitella Alfedena: con il sentiero L1 si accede a Passo Cavuto e poi a Forca Resuni, in un ambiente che d'estate è frequentatissimo dai camosci. La seconda è il Monte Amaro di Opi (sentiero F1 da Val Fondillo)

In giro tra faggete e radure, un anello da Forca d'Acero

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Tra le cose da vedere, o meglio da vivere,  al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise c'è sicuramente quel paesaggio unico creato dall'alternanza di imponenti faggete e fascinose radure. Per farsene un'idea con una camminata di due ore o poco più, senza eccessivi dislivelli ma di sicura soddisfazione, si può scegliere un percorso ad anello con partenza e ritorno a Forca d'Acero, il valico stradale a quota 1.530 metri che separa il Lazio dall'Abruzzo (km 9,5 circa della Strada regionale 509). La stessa strada asfaltata che sale lungo il versante abruzzese (dal bivio nei pressi di Opi al km 49,5 circa della Strada statale 83) permette già di ammirare una splendida faggeta, in un ambiente che verso il valico appare tenebroso e suggestivo per poi aprirsi una volta superato il confine regionale. Scendendo da Forca d'Acero all'inizio del D5 Lasciata l'auto, la passeggiata ha inizio subito dopo il bar ristorante, il cui ingresso si trova propri

Montagne del Parco: dove il distanziamento è naturale

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Saranno vacanze diverse quelle di questa estate 2020, anno tragicamente segnato dall'emergenza coronavirus; che per inciso è anche la causa principale del mancato aggiornamento di Escursioni nel Parco in questi cinque mesi. Il ritorno ad una certa dose di normalità comprende anche la voglia di programmare viaggi e soggiorni, i quali però risentiranno inevitabilmente di regole e restrizioni. La montagna per certi aspetti potrebbe risultare favorita rispetto al mare, ma anche questo ambiente di per sé non  esclude situazioni di affollamento - non solo in inverno ma anche in estate - che dovranno essere oggetto di qualche forma di regolamentazione. Il pianoro di Terraegna, tra Bisegna e Pescasseroli Da questo punto di vista però il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise presenta caratteristiche particolari, che lo rendono particolarmente adatto per una vacanza ai tempi del Covid: paradossalmente questo avviene anche a causa di uno stato delle cose che in tempi normali p

Il ponte di ferro e il paesaggio della Val Fondillo

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Lo splendido paesaggio della Val Fondillo è probabilmente qualcosa che resta nella mente di chi ha frequentato anche solo occasionalmente il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. I visitatori più tranquilli, quelli che non si sono spinti fino alla grotta delle Fate e poi al Passaggio dell'Orso e nemmeno hanno risalito la valle fino al Valico delle Gravare , avranno presente in particolare la zona di Grotta Fondillo, dove traversando sulla sinistra il torrente si può raggiungere la sorgente Tornareccia e poi la cima del Monte Amaro (ad accesso limitato d'estate). Moltissimi di loro hanno mangiato un panino o preso il sole a pochi metri dall'acqua, nei pressi del ponticello di legno. L'attraversamento del torrente Fondillo sul ponte di ferro Ora però il paesaggio è un po' cambiato e anche quel ponticello non c'è più. Negli ultimi anni il maltempo autunnale è stato spesso violento e più di una volta il ponte è stato travolto e distrutto dalla piena,

La Cicerana, viaggio al termine dell'autunno

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Per immergersi fino in fondo nei colori e nei profumi dell'autunno al Parco nazionale d'Abruzzo, non c'è niente di meglio che una tranquilla passeggiata sull'altipiano della Cicerana. Partendo dal Passo del Diavolo (1.422 metri s.l.m.) si può raggiungere in un'ora o poco più  il rifugio che si chiama ugualmente Cicerana e poi eventualmente proseguire per il Campo Moricento, uno degli angoli più selvaggi e solitari del Parco. Il rifugio, gestito da Ecotur, è a volte aperto anche nei fine settimana autunnali: qui si possono verificare disponibilità e condizioni. L'inizio del sentiero T1 verso la Cicerana Il percorso inizia al chilometro 34 della Strada statale 83, nei pressi del rifugio Passo del Diavolo (questo chiuso ormai da anni). Venendo da Pescasseroli si trova un parcheggio sulla destra: è possibile lasciare l'auto lì oppure proseguire sulla strada sterrata per circa un chilometro fino alla sbarra, dove si trova anche il cartello del Pnalm. Si i