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Dal primo agosto torna il numero chiuso controllato al Pnalm

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Da oggi primo agosto torna al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise il "numero chiuso controllato". Vuol dire che, per tutelare la fauna ed in particolare il camoscio appenninico e l'orso bruno marsicano, l'accesso ad alcuni tra i sentieri più belli e conosciuti del Parco sarà possibile solo con escursioni organizzate, in giorni prestabiliti e con determinate modalità. L'avviso è stato pubblicato sul sito ufficiale del Pnalm.  La limitazione della circolazione in alcune aree è un provvedimento ormai adottato da molti anni, con l'obiettivo di evitare che l'abbondante affluenza di turisti e visitatori interferisca con la vita degli animali


Le aree interessate alle misure di tutela sono essenzialmente quattro. La prima è la val di Rose da Civitella Alfedena: con il sentiero L1 si accede a Passo Cavuto e poi a Forca Resuni, in un ambiente che d'estate è frequentatissimo dai camosci. La seconda è il Monte Amaro di Opi (sentiero F1 da Val Fondillo) u…

In giro tra faggete e radure, un anello da Forca d'Acero

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Tra le cose da vedere, o meglio da vivere,  al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise c'è sicuramente quel paesaggio unico creato dall'alternanza di imponenti faggete e fascinose radure. Per farsene un'idea con una camminata di due ore o poco più, senza eccessivi dislivelli ma di sicura soddisfazione, si può scegliere un percorso ad anello con partenza e ritorno a Forca d'Acero, il valico stradale a quota 1.530 metri che separa il Lazio dall'Abruzzo (km 9,5 circa della Strada regionale 509). La stessa strada asfaltata che sale lungo il versante abruzzese (dal bivio nei pressi di Opi al km 49,5 circa della Strada statale 83) permette già di ammirare una splendida faggeta, in un ambiente che verso il valico appare tenebroso e suggestivo per poi aprirsi una volta superato il confine regionale.


Lasciata l'auto, la passeggiata ha inizio subito dopo il bar ristorante, il cui ingresso si trova proprio accanto al cartello del confine (illeggibile a causa dei num…

Montagne del Parco: dove il distanziamento è naturale

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Saranno vacanze diverse quelle di questa estate 2020, anno tragicamente segnato dall'emergenza coronavirus; che per inciso è anche la causa principale del mancato aggiornamento di Escursioni nel Parco in questi cinque mesi. Il ritorno ad una certa dose di normalità comprende anche la voglia di programmare viaggi e soggiorni, i quali però risentiranno inevitabilmente di regole e restrizioni. La montagna per certi aspetti potrebbe risultare favorita rispetto al mare, ma anche questo ambiente di per sé non  esclude situazioni di affollamento - non solo in inverno ma anche in estate - che dovranno essere oggetto di qualche forma di regolamentazione.


Da questo punto di vista però il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise presenta caratteristiche particolari, che lo rendono particolarmente adatto per una vacanza ai tempi del Covid: paradossalmente questo avviene anche a causa di uno stato delle cose che in tempi normali potrebbe costituire un limite: ad esempio l'assenza di u…

Il ponte di ferro e il paesaggio della Val Fondillo

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Lo splendido paesaggio della Val Fondillo è probabilmente qualcosa che resta nella mente di chi ha frequentato anche solo occasionalmente il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. I visitatori più tranquilli, quelli che non si sono spinti fino alla grotta delle Fate e poi al Passaggio dell'Orso e nemmeno hanno risalito la valle fino al Valico delle Gravare, avranno presente in particolare la zona di Grotta Fondillo, dove traversando sulla sinistra il torrente si può raggiungere la sorgente Tornareccia e poi la cima del Monte Amaro (ad accesso limitato d'estate). Moltissimi di loro hanno mangiato un panino o preso il sole a pochi metri dall'acqua, nei pressi del ponticello di legno.


Ora però il paesaggio è un po' cambiato e anche quel ponticello non c'è più. Negli ultimi anni il maltempo autunnale è stato spesso violento e più di una volta il ponte è stato travolto e distrutto dalla piena, che in vari punti ha anche modificato il corso del torrente. Così all…

La Cicerana, viaggio al termine dell'autunno

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Per immergersi fino in fondo nei colori e nei profumi dell'autunno al Parco nazionale d'Abruzzo, non c'è niente di meglio che una tranquilla passeggiata sull'altipiano della Cicerana. Partendo dal Passo del Diavolo (1.422 metri s.l.m.) si può raggiungere in un'ora o poco più  il rifugio che si chiama ugualmente Cicerana e poi eventualmente proseguire per il Campo Moricento, uno degli angoli più selvaggi e solitari del Parco. Il rifugio, gestito da Ecotur, è a volte aperto anche nei fine settimana autunnali: qui si possono verificare disponibilità e condizioni.


Il percorso inizia al chilometro 34 della Strada statale 83, nei pressi del rifugio Passo del Diavolo (questo chiuso ormai da anni). Venendo da Pescasseroli si trova un parcheggio sulla destra: è possibile lasciare l'auto lì oppure proseguire sulla strada sterrata per circa un chilometro fino alla sbarra, dove si trova anche il cartello del Pnalm. Si inizia a camminare sul sentiero T1 inizialmente nel bos…

Da Civitella Alfedena alla Camosciara, i colori dell'autunno

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Alla fine di ottobre il cambio dei colori nei boschi del Parco (il "koyo", per dirla alla giapponese) si è già fatto ammirare anche forse se non ha ancora raggiunto la sua pienezza. Un piccolo assaggio lo si può avere anche lungo il facile ma piacevole percorso che in un'ora o poco più porta da Civitella Alfedena alla Camosciara. Da dove poi è possibile tornare indietro per la stessa via, a meno di disporre di una macchina al parcheggio (lungo la strada statale l'ingresso è poco dopo il chilometro 56).


A Civitella (1123 metri s.l.m.) si raggiunge il parcheggio in cima al paese, per poi incamminarsi sulla sinistra in salita; inizialmente su una strada asfaltata che però quasi subito, dopo l'attraversamento di una sbarra, diventa bianca. Il sentiero è l'I2: attraversa qualche macchia boscosa ma si snoda prevalentemente allo scoperto. Fanno compagnia sulla sinistra la sagoma incombente del Monte Sterpialto e davanti molto più in lontananza la presenza massiccia …

Animali a rischio: c'è anche il coleottero del faggio

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Quando si parla di animali a rischio di estinzione nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è impossibile non pensare subito all'orso, con giusta preoccupazione visto che gli esemplari in circolazione sono attualmente non più di una cinquantina. Ma la natura ovviamente è molto più varia e complessa e la difesa della biodiversità passa anche per l'impegno a tutelare tante altre specie, comprese quelle che hanno dimensioni molto più piccole e vita più breve.

È il caso ad esempio della rosalia alpina. Si tratta di un coleottero davvero bello, che a dispetto del nome non vive solo sulle Alpi, ma in varie aree d'Europa e appunto anche in Appennino. Riconoscibilissimo per il colore azzurro cenere sul quale spiccano macchie nere, ha dimensioni che vanno da 1,5 a 4 centimetri. Caratteristiche sono pure le lunghissime antenne. L'altro suo nome è "cerambice del faggio" e già questo spiega il legame con il Parco, dove le faggete certo non mancano: quello che ri…