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Il ponte di ferro e il paesaggio della Val Fondillo

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Lo splendido paesaggio della Val Fondillo è probabilmente qualcosa che resta nella mente di chi ha frequentato anche solo occasionalmente il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. I visitatori più tranquilli, quelli che non si sono spinti fino alla grotta delle Fate e poi al Passaggio dell'Orso e nemmeno hanno risalito la valle fino al Valico delle Gravare, avranno presente in particolare la zona di Grotta Fondillo, dove traversando sulla sinistra il torrente si può raggiungere la sorgente Tornareccia e poi la cima del Monte Amaro (ad accesso limitato d'estate). Moltissimi di loro hanno mangiato un panino o preso il sole a pochi metri dall'acqua, nei pressi del ponticello di legno.


Ora però il paesaggio è un po' cambiato e anche quel ponticello non c'è più. Negli ultimi anni il maltempo autunnale è stato spesso violento e più di una volta il ponte è stato travolto e distrutto dalla piena, che in vari punti ha anche modificato il corso del torrente. Così all…

La Cicerana, viaggio al termine dell'autunno

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Per immergersi fino in fondo nei colori e nei profumi dell'autunno al Parco nazionale d'Abruzzo, non c'è niente di meglio che una tranquilla passeggiata sull'altipiano della Cicerana. Partendo dal Passo del Diavolo (1.422 metri s.l.m.) si può raggiungere in un'ora o poco più  il rifugio che si chiama ugualmente Cicerana e poi eventualmente proseguire per il Campo Moricento, uno degli angoli più selvaggi e solitari del Parco. Il rifugio, gestito da Ecotur, è a volte aperto anche nei fine settimana autunnali: qui si possono verificare disponibilità e condizioni.


Il percorso inizia al chilometro 34 della Strada statale 83, nei pressi del rifugio Passo del Diavolo (questo chiuso ormai da anni). Venendo da Pescasseroli si trova un parcheggio sulla destra: è possibile lasciare l'auto lì oppure proseguire sulla strada sterrata per circa un chilometro fino alla sbarra, dove si trova anche il cartello del Pnalm. Si inizia a camminare sul sentiero T1 inizialmente nel bos…

Da Civitella Alfedena alla Camosciara, i colori dell'autunno

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Alla fine di ottobre il cambio dei colori nei boschi del Parco (il "koyo", per dirla alla giapponese) si è già fatto ammirare anche forse se non ha ancora raggiunto la sua pienezza. Un piccolo assaggio lo si può avere anche lungo il facile ma piacevole percorso che in un'ora o poco più porta da Civitella Alfedena alla Camosciara. Da dove poi è possibile tornare indietro per la stessa via, a meno di disporre di una macchina al parcheggio (lungo la strada statale l'ingresso è poco dopo il chilometro 56).


A Civitella (1123 metri s.l.m.) si raggiunge il parcheggio in cima al paese, per poi incamminarsi sulla sinistra in salita; inizialmente su una strada asfaltata che però quasi subito, dopo l'attraversamento di una sbarra, diventa bianca. Il sentiero è l'I2: attraversa qualche macchia boscosa ma si snoda prevalentemente allo scoperto. Fanno compagnia sulla sinistra la sagoma incombente del Monte Sterpialto e davanti molto più in lontananza la presenza massiccia …

Animali a rischio: c'è anche il coleottero del faggio

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Quando si parla di animali a rischio di estinzione nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è impossibile non pensare subito all'orso, con giusta preoccupazione visto che gli esemplari in circolazione sono attualmente non più di una cinquantina. Ma la natura ovviamente è molto più varia e complessa e la difesa della biodiversità passa anche per l'impegno a tutelare tante altre specie, comprese quelle che hanno dimensioni molto più piccole e vita più breve.

È il caso ad esempio della rosalia alpina. Si tratta di un coleottero davvero bello, che a dispetto del nome non vive solo sulle Alpi, ma in varie aree d'Europa e appunto anche in Appennino. Riconoscibilissimo per il colore azzurro cenere sul quale spiccano macchie nere, ha dimensioni che vanno da 1,5 a 4 centimetri. Caratteristiche sono pure le lunghissime antenne. L'altro suo nome è "cerambice del faggio" e già questo spiega il legame con il Parco, dove le faggete certo non mancano: quello che ri…

Lago della Montagna Spaccata, quella bellezza non proprio naturale

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Il lago della Montagna Spaccata e il pianoro Campitelli, nella zona del Monte Meta, sono due destinazioni molto interessanti che si possono raggiungere certamente in macchina, anche se su strade non particolarmente comode. Molto più piacevole e divertente però è arrivarci a piedi unendo i due obiettivi in una stessa passeggiata ad anello, moderatamente impegnativa ma in grado di offrire ottimi panorami in un ambiente affascinante e vario. Per completare il percorso servono circa quattro ore e mezza.

Il punto di partenza (e anche di ritorno) è il Valico di Barrea, a quota 1.168 metri, poco prima del km. 68 della Strada statale 83: è raggiungibile naturalmente in macchina ma anche con il bus di linea che ferma proprio nei pressi. Venendo da Barrea, si incontra sulla destra una strada bianca con indicazioni sentieristiche del Pnalm in buona evidenza; nella corrispondente stradina sul lato opposto della statale è possibile, sempre con giudizio, parcheggiare.

Il sentiero iniziale è il K3; …

Pietra Gentile: la cima tra i boschi e il sentiero fantasma

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La montagna si chiama "Pietra gentile", dove "gentile" sta per "levigata": si tratta delle rocce calcaree che accompagnano la salita a questa elevazione vicina ai 2.000 metri (sulla carta ufficiale del parco la quota indicata è 1.977, in altre 1.979). Un materiale che per le sue particolari qualità era tradizionalmente usato nella costruzione delle case. Siamo in una zona relativamente poco frequentata del Parco, sulla strada che collega Bisegna e Pescasseroli all'inizio della valle del Giovenco. In realtà un sentiero ufficiale per raggiungere il Monte Pietra Gentile non esisterebbe, ma un po' a sorpresa ci si può (quasi) arrivare seguendo - almeno fino ad un certo punto - i segnali bianchi e rossi. Vediamo come.

Per questa escursione si parte dall'ampio pianoro del Templo a quota 1.358 metri: al chilometro 29,7 della strada provinciale 17 una carrareccia si stacca sulla destra, in un punto in cui è anche possibile parcheggiare la macchina. La…

L'orso in equilibrio nel Parco (purtroppo precario)

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Per chi è abituato a camminare nel Parco, ma forse anche per chi ci si trova la prima volta, è un pensiero che se ne sta lì in un angolo del cervello, pronto ogni tanto a saltare fuori: "Ma cosa succede se adesso incontro un orso?" È un incontro forse temuto e al  tempo stesso desiderato, visto che questo animale (precisamente l'Orso bruno marsicano) è un po' il simbolo del PNALM (Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise). Ce ne sono una cinquantina, e la loro sopravvivenza futura purtroppo è tutt'altro che scontata. Vederli non è frequente né facile, ma qualche volta succede in posti non particolarmente remoti. Ad agosto, per due sabati sera di seguito, un esemplare si è materializzato a pochi metri dalla strada statale Marsicana, nel centro dei Carabinieri forestali che gestisce la Riserva naturale Feudo Intramonti. Questo il video di sabato 17 agosto, nel quale l'orso dà prova tra l'altro di una straordinaria capacità di equilibrio sulla stacciona…