Intorno al lago di Barrea, tra acqua e montagne

 Il lago di Barrea è oggi un pezzo importante del panorama del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e quasi un passaggio obbligato per molti che lo attraversano. Ma come molti laghi della zona, nasce da esigenze sulla carta ben diverse da quelle naturalistiche (o forse addirittura in contrasto con esse), essendo stato creato nel 1951 con lo sbarramento del fiume Sangro, come fonte di energia idroelettrica. Una realizzazione che divenne possibile nel clima del dopoguerra dopo essere stata avversata con successo in epoca fascista, proprio in nome della conservazione del paesaggio oltre che degli interessi della popolazione.

Per chi non ricorda la vallata come era prima, con i campi coltivati ora sommersi, il lago con la sua forma allungata sembra inserirsi piuttosto bene nello scenario circostante: da una parte Villetta Barrea e (in alto) Civitella Alfedena, dall'altra Barrea; sullo sfondo nelle varie angolature, più o meno distanti, le montagne: il Rocca Chiarano, il Petroso, le cime della Camosciara ed anche il Marsicano. Sul lato settentrionale corre la strada statale 83, dall'altro invece è possibile fare una piacevole e poco faticosa esperienza a piedi, nelle giornate estive (che possono risultare un po' calde) o anche in quelle primaverili e autunnali. Il tragitto completo dura meno di due ore e si svolge ad una quota di circa 1.000 metri.

Lago di Barrea dal Paese di Barrea
Il lago visto dal paese di Barrea

Il sentiero del Parco da percorrere è l'I3, che parte dal Piazzale Santa Lucia di Civitella Alfedena (è situato subito sulla sinistra all'ingresso del paese, sulla strada asfaltata che proviene da Villetta Barrea). Si scende tra pini e faggi per raggiungere rapidamente la strada asfaltata dalla parte opposta, in prossimità del lungo ponte che attraversa il lago. Naturalmente è anche possibile lasciare l'auto, nelle vicinanze di un parcheggio per camper, e iniziare direttamente la passeggiata: si attraversa il prato usato come spiaggia in corrispondenza del bar-ristorante "Oasi del Lago" e dopo aver passato un ponticello ci si addentra sulla stradina tra la vegetazione.

Alberi sul lago di Barrea
Alberi che spuntano dalla superficie del lago

All'inizio il sentiero si mantiene vicino alla riva del lago, permettendo tra l'altro di ammirare alcuni alberi parzialmente sommersi dall'acqua (il livello del lago è variabile e dipende principalmente dall'apertura della diga a Barrea). Poi a tratti si allontana in leggera salita. Una volta superato il Colle Ciglio sulla destra, il percorso raggiunge un terreno più scoperto e assolato, nei pressi di un campeggio. Proseguendo ancora ci sono le rovine del Convento dei Monaci. Da qui partono due sentieri, il J1 e il J2 che permettono entrambi di raggiungere le sorgenti della Valle Iannanghera o (nel caso del secondo) di connettersi con il K6 per Lago Vivo.

Acqua, alberi e montagne sul lago di Barrea
Acqua, alberi e montagne

Il sentiero piega quindi per seguire il contorno del lago, dirigendosi in leggera salita verso Barrea, in un ambiente ora caratterizzato dalla presenza di alcuni insediamenti abitati. Tocca quindi, dopo un'ultima salita, la strada statale in corrispondenza di un tornante (poco prima del chilometro 64); è possibile trattenersi ancora nei pressi del lago, a sinistra di essa. Poco più avanti c'è anche una fermata del servizio di trasporto pubblico locale (società Tua) che permette a chi lo desidera di riguadagnare l'auto lasciata a Civitella o nei pressi del ponte.

Il lago dal ponte a gennaio con Marsicano
Il lago visto dal ponte, in gennaio. Sullo sfondo il Marsicano innevato



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