Montagne del Parco: dove il distanziamento è naturale

Saranno vacanze diverse quelle di questa estate 2020, anno tragicamente segnato dall'emergenza coronavirus; che per inciso è anche la causa principale del mancato aggiornamento di Escursioni nel Parco in questi cinque mesi. Il ritorno ad una certa dose di normalità comprende anche la voglia di programmare viaggi e soggiorni, i quali però risentiranno inevitabilmente di regole e restrizioni. La montagna per certi aspetti potrebbe risultare favorita rispetto al mare, ma anche questo ambiente di per sé non  esclude situazioni di affollamento - non solo in inverno ma anche in estate - che dovranno essere oggetto di qualche forma di regolamentazione.

Il pianoro di Terraegna, tra Bisegna e Pescasseroli

Da questo punto di vista però il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise presenta caratteristiche particolari, che lo rendono particolarmente adatto per una vacanza ai tempi del Covid: paradossalmente questo avviene anche a causa di uno stato delle cose che in tempi normali potrebbe costituire un limite: ad esempio l'assenza di una rete di rifugi gestiti e aperti come quelli che si incontrano camminando nelle Alpi (fa eccezione l'ottimo Rifugio della Cicerana). Il Pnalm si fa apprezzare invece per la grande numerosità e varietà di sentieri disponibili, che normalmente (ma non sempre) sono ben segnati e mantenuti. Per chi lo desidera è possibile camminare per ore e ore, o anche una giornata intera, senza quasi incontrare nessuno o quasi: un'esperienza comune ad esempio sul sentiero A1, che collega Pescasseroli e Bisegna, con un percorso non lontano dal quello della strada statale ma inserito in ambienti solitari come quello del pianoro di Terraegna, a circa 1650 metri di quota.

Sulla strada asfaltata della Camosciara

Anche nelle zone più frequentate del Parco, come  Val Fondillo o la Camosciara, anche nei giorni più affollati, c'è spazio per tutti ed è possibile camminare con l'opportuno distanziamento. Nel periodo estivo è regolamentato e limitato l'accesso ad alcune aree dove un flusso incontrollato di escursionisti potrebbe rappresentare un forte disturbo alla vita degli animali. Ad esempio i camosci in Val di Rose: possono raggiungere Forca Resuni solo i gruppi provvisti di autorizzazione e la discesa avviene obbligatoriamente per la Val Iannanghera. Insomma ci sono tutte le premesse perché un soggiorno al Parco sia il più "normale" possibile, nel senso positivo del termine; naturalmente tutto dipenderà anche dal senso di responsabilità di visitatori e turisti.

In Val Iannanghera, di ritorno verso Civitella Alfedena

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